mercoledì 7 ottobre 2009

Razzismo e Religione: manuale all'uso di pietre e Flinstones

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Basterebbe un elenco delle fondamentali caratteristiche, talvolta positive, talvolta un pò meno, dell'Uomo, inteso come essere umano,
per comprendere gran parte delle abitudini, delle consuetudini del nostro vivere quotidiano.

Partendo dal negativo: la violenza. La violenza è insita nell'uomo, come in un qualsiasi animale. La violenza della difesa, la violenza
dell'attacco, la stessa violenza perpetrata nell'atto stesso del sopravvivere. L'uomo nasce violento. Il primo atto del bambino è un
deliberato ed inconscio atto di violenza, un urlo che mira a cacciare tutto ciò che sta intorno. Un urlo di battaglia "Sono pronto, cazzo, fatevi sotto", grida
il bambino al primo atto di violenza (il primo di una lunga serie) cui è sottoposto al momento della nascita. Bam, uno sculaccione.

Crescendo l'odio e l'atto violento non scemano, diventano semplicemente consapevoli. Tutti quanti sappiamo quanto tragicamente cattivi possano essere i
bambini di 5 o 6 anni (a volte questa fase si protrae fino alla tarda adolescenza ;) ). Piano piano le regole della convivenza insegnano che uno sfogo
perpetuo verso qualsiasi regola, verso qualsiasi essere vivente, non è la strada giusta. L'odio, la violenza, vanno incanalate. E così, in un modo o nell'altro,
ognuno si trova a sfogare le proprie innate "qualità", rigorosamente tra virgolette, nei modi più disparati.

Fortunatamente, a correre in aiuto in questa complessa e mirabile avventura della nostra normalità, troviamo la parte positiva dell'essere umano: l'intelligenza.

Intelligenza intesa non come quella dei geni della matematica, della musica o della tecnologia. Piuttosto di un tipo molto più comune: la stessa intelligenza
che ci permette di valutare ciò che attorno a noi succede, le varie orbite che si disegnano delicate tutto attorno a noi (in stile vodafone). La stessa
intelligenza che ci permette di applicare le nostre qualità alla ricerca di un qualcosa di diverso dal mero sopravvivere. A volte con successo, addirttura.

La stessa intelligenza che dovrebbe permetterci di analizzare l'evoluzione cui CI siamo sottoposti nel corso dei secoli e che, pensa un pò, ci permetterebbe
di battere diverse volte di seguito le scimmie e i lombrichi a scacchi, ad esempio. O a tennis.

La stessa intelligenza che dovrebbe portarci a deridere, schernire dei buffi personaggi che agitano, a mo' di babbuini, cartelli riportanti messaggi poco
felici e con contenuti violenti. Ad esempio in una manifestazione a stampo religioso. Va bene, sono prevenuto e in malafede, so benissimo quanto possa
essere scorretto dare dei babbuini a chi partecipa a manifestazioni religiose. Un pò come chi ricordava di continuo a Napoleone la sua bassa statura. Ma il
succo del discorso è un altro: citiamo e additiamo esempi poco edificanti di applicazione dell'intelligenza fornitaci da mamma natura (o da iddio, da allah,
da visnù o chiccazzo vi pare) ma allo stesso tempo ci sentiamo gelosi di come riescono a imporre, in modo violento, le proprie ragioni a casa propria.
Vorremmo essere noi a dar fuoco ai loro templi. Vorremmo essere noi a frustare tutte le loro donne che osano andare in giro con le tette coperte o senza
un minimo di mutandona in vista.

Qui sta la scelta, a parer mio: riconoscendo l'arretratezza in cui si ritrovano i trogloditi fondamentalisti, in cosa ti senti "superiore"? Nel modo di
vestire? Beh ok, 1 a 0. Vestiamo sicuramente meglio, ma d'altronde siamo italiani. Io ho scelto di sentirmi superiore a coloro che in qualche modo
considero "arretrati" (sotto alcuni o molti punti di vista), con la ragione. La razionalità, l'analisi concreta, la critica mai asettica e predefinita.

Andiamo, agitare una clava per richiamare all'ordine chi agita una clava non può portare ad alcun risultato effettivo o risolutivo (forse comico si, nel caso
in cui si tratti di un'esilarante puntata dei Flinstones).

Ultimo appunto: l'integrazione. Forse dovremmo interrogarci più profondamente sul concetto che che vogliamo esplicare parlando di integrazione. Siamo noi i
primi, per fortuna, a non integrarci quando affrontiamo realtà diverse. Una prova? Alzi la mano chi ha mangiato carne umana durante l'ultimo viaggio in India. O
chi ha comprato un fucile durante il soggiorno negli Usa. O l'ultimo che ha stuprato un bambino l'ultima volta che ha visitato il Santo stato Vaticano.

Come diceva quel babbuino che tanto è andato di moda negli ultimi 2000 anni? Chi è senza peccato, scagli la prima pietra*?










*: no, pietra non è il femminile di Pietro. Neanche se ci mettete il "San" prima.
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sabato 11 luglio 2009

Clemente J. Mimon

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venerdì 5 giugno 2009

Manuale online per scrivere un pezzo terribilmente comico

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Scrivere un pezzo terribilmente comico.




Prima di tutto bisogna determinare una situazione o un personaggio o una qualsiasi cosa che possa generare ilarità in chi legge: in questo caso potremmo usare benissimo le vostre madri, le vostre figlie, i vostri fidanzatini o, nel caso di totale mancanza di idee ed ovvia e susseguente disperazione, voi in prima persona. Il risultato è garantito.


Voi .


Arrivati a questo punto, il soggetto, per quanto insulso e banale possa essere, deve collocarsi in un contesto grottesco e, possibilmente, frutto di un’enorme fantasia
rintracciabile solo in pochi neuroni di qualche genio eremita.


Voi con una bella ragazza.


All’improbabile situazione sopradescritta si dovrà abbinare un’azione sorprendente, inattesa, almeno quanto la vostra prima eiaculazione spontanea in macelleria davanti allo sventramento dei conigli.


Voi con una bella ragazza pensate.


Ora, e non prima o dopo, l’epilogo, la conclusione; ciò che dà un senso (o lo toglie definitivamente) a quest’attimo in cui la vostra esistenza è sembrata qualcosa più di una mera e inutile scagazzata di iddio.


Voi con una bella ragazza pensate a me.


Dichiarata apertamente la vostra omosessualità e il vostro ludico piacere nel veder sventrare i conigli, siete pronti per ridere di gusto. Almeno fino a quando vi accorgerete che ciò che sta scritto nelle precedenti righe è una vera e propria fotografia di voi, la vostra situazione sentimentale e i vostri conigli. A questo punto un flash, una luce vi abbaglia e, vittime di una sorta di svenimento fisico (lo svenimento intellettivo, morale e sessuale si era palesemente già manifestato tempo e tempo addietro), rivedete i vostri ricordi di bimbi.


Come quella volta in cui, bambini, trovaste vostra madre che manometteva i freni della vostra bici…”Così puoi andare più veloce, tesoro…!”


“D’altronde non c’è differenza nello star bene o nel knorr bene, questo è sicuro.” Pensaste voi, inutili feti di sei anni.


Oppure come quella volta in cui, teenagerzz, trovaste vostra madre che manometteva i freni del vostro motorino…”Così puoi andare più veloce, tesoro…!”


“D’altronde non c’è differenza nello star bene o nel vip bene, questo è sicuro” pensaste voi, inutili feti di quindici anni.


O ancora come ieri quando ho trovato quella vecchia bastarda di vostra madre che manometteva i freni della vostra macchina…”Così puoi andare più veloce, tesoro…!”


Ebbene si, persino vostra madre vi vuole morti. L’unico modo per distogliervi da questi neri e penosi pensieri sapete bene qual è.


Buon coniglio.




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lunedì 27 aprile 2009

Febbre suina

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Commenti distensivi da parte dell'alta dirigenza

A quanto pare i porci non si contagiano tra loro









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domenica 29 marzo 2009

La posta negra - Lezioni di xenofobia

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Borghezio: lezioni di fascismo .

Ora, se qualche cerebroleso conservava dubbi in proposito, questo link potrebbe essere interessante per notare la reazione dei coglioni alla vista di propri simili che si vantano dei propri enormi limiti mentali in pubblico.

La mia ipotesi è che la reazione potrebbe essere di tipo cagnofetale, con relativo accucciamento, bella mostra dei genitali, e diversi decilitri di urina a contornare la già oltremodo patetica scena.


Dite la vostra: scrivete a

comereagisconolemerdedifronteadaltremerde@otmeil.it

e chiedete di Pino, detto Sara. I risultati migliori verranno scritti nel cesso dell'Autogrill Campora Est, Serra Riccò (Genova).





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venerdì 27 febbraio 2009

rUmeni di rOma

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Si!!!!!!!


Uccidiamoli con la CLAVA sti rumeni!!!

Che ci fanno soffrire tanto e noi piangiamo tanto!

SONO DEI CAVERNICOLI!







LORO.





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giovedì 29 gennaio 2009

C'era una volta...

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Oggi parlerò della volta in cui mi sono lasciato.
Questo bastardo se la faceva con se stesso in bagno mentre io pensavo ad altro in bagno. Che brutto bastardo!

La storia più o meno è andata così: una sera tornavo dal solito spettacolino di cani sensuali con scimmie già sessualmente appagate. Entrato in bagno per sfogare tutti lo stress sessuale accumulato nello spettacolo, vidi della candida bava che mi penzolava dal naso. Non ci misi molto a capire che la limonata col cane sensuale era stata meno calda e umida del solito.

Una volta tornato a casa, mi spogliai, lasciando la camicia appoggiata sul letto, accanto ai pantaloni.

Non l’avessi mai fatto! Urla, latrati: avevo lasciato la camicia sporca di bava!

Sapevo che nella normale vita di coppia il farsi annusare e controllare qui e lì fosse pratica assai diffusa, ma non credevo ci si potesse spingere fino a questo punto. Evidentemente avevo sottovalutato la mia poliedrica personalità, che fino a quel momento avevo rappresentato a forma di uovo di pollo. Gay.

Ero disgustato al solo pensiero che quel cane malato si fosse fatto sbavare dal cane sensuale. Così mi lasciai. E tutti Io vivemmo felici e contenti.

Da allora ho completamente abbandonato le relazioni personali con altri Me stessi. Sono decisamente inaffidabili. E poi lo dico sempre che i Me son tutti uguali. Splendidi fuori ma ricolmi di bontà nell’animo. Pardon, nell’”animolo” (in questo caso, il cane). Dove per bontà si intenda “qualsiasi cosa (davvero qualsiasi) a sfondo sessuale”. E per ricolmi, sporchi. E per splendidi, “con l’aria leggermente da pazzi cannibali con gli occhi di cerbiatto”. Pensandoci bene la frase permette di sostituire anche il cane con l’uccello, ma questa è un’altra storia.





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Qui sotto, due fotogrammi rubati dello spettacolo







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